Diario di Bordo: L'ISOLA CHE NON C'E'

THAILANDIA 2014/15 | CAPITOLO 4

Siamo ancorati a Koh Rok, ieri pomeriggio (29/12) e per l'intera nottata prima pioggia e poi vento hanno messo a dura prova i nervi di Zola e Chinon.

E' un insolita stagione anche qui.
Il meteo, contrariamente alle statistiche, nei primi 3 giorni è stato molto instabile.

Personalmente questi scrosci d'acqua non mi disturbano anche perchè non precludono nulla.

L'acqua del mare resta caldissima e anche quando si finisce il bagnetto le temperature sono gradevoli.

Questa acqua piovana addosso mi lava e mi ripulisce, delle belle secchiate.

Siamo ancorati al centro di una stretta “passe” tra le Koh Rok Islands.

Dalle isole verdi di giorno arrivano dei fischi assordanti, come se gli arbitri di tutte le partite del campionato di serie A nello stesso momento si mettessero a soffiare nel fischietto.

Il suono prodotto da alcuni insetti (le blatte fischianti) cessa immediatamente al tramontare del sole.
Come se qualcuno staccasse una presa di corrente, come la chiusura di pugni di un direttore d'orchestra!
Simpatici giochi della natura.

Di fianco a noi solo poche barche ben distanti l'una dall'altra.

A bordo di Zola la musica è un pò più alta e giovani grida si sentono in lontananza.


A bordo di Chinon si vive il pozzetto, si condividono esperienze di vita, ci si concentra per risolvere improbabili indovinelli, ci si osserva curiosi, si ride tanto quando si toccano argomenti più leggeri.

Dopo l'oppressione e la mancanza di ossigeno di ieri mattina finalmente si respira, si respira eccome!!

Finalmente una bella giornata, sin dalle prime luci della mattina c'è un forte sole, di quelli che scottano.
Ci asciuga, ci sbruciacchia e ci regala una giornata meravigliosa. Immersioni tra i pesci di una barriera corallina vera e vergine.
Gli equipaggi nuotano tra tartarughe, Angel Fish, Cernie, Pesci Scorpione, Pagliacci Napoleoni etc.
Con il sole i colori sott'acqua esplodono.
Coralli vivi, blu, rossi, rosa, smeraldo, fucsia...che meraviglia!

Passeggiando sulla spiaggia le orme dei piedi finalmente sono solo le nostre.

Spendiamo l'intera giornata in questa Koh Rok, dove non c'è la connessione telefonica, ma dove forse si ritrova la connessione con la natura, una delle poche isole che ancora lasciano trasparire qualcosa di selvaggio.

Sono convinto che sul pianeta esistano isole così, ma ahimhè sono consapevole che saranno sempre meno; è per questo motivo che bisogna avere il giusto rispetto e l'attenzione nel riconoscerle, sono autentiche, lo percepisci, e ti senti fortunato quando arrivi in posti così.

Ma non finisce qui... perchè continua nel capitolo 5