DIARIO DI BORDO: LE CASCATE INVISIBILI

THAILANDIA 2014/15 | CAPITOLO 6 1/01/2015

Restiamo nell'arcipelago delle Butang, ci spostiamo di qualche miglia e ci ancoriamo a sud dell'isola di Koh Rawi.

I postumi della serata di capodanno, la stanchezza accumulata dalle ore di navigazione e dalle sveglie che da giorni sono regolari con il sorgere del sole, ci rallentano.

Oggi siamo tutti un pò bradipi.

Sul portolano sono segnalate delle waterfall, bisogna seguire un percorso dentro la foresta di 1 km circa.

Una volta sbarcati a terra, conferma le informazioni trovate sul portolano e una a dir la verità poco convinta freccia indica l'inizio del percorso delle cascate.

Si parte per la spedizione, chi scalzo, chi in ciabatte, per fortuna nessuno con le pinne ai piedi.

La camminata richiede passo veloce e determinato, le mani servono per spostare la vegetazione che però sembra infittirsi sempre più.

Dopo 20 minuti la fiducia crolla e dato che sta per imbrunire è meglio tornare indietro.

La truppa torna in acqua, quella salata dell'oceano però, e con ogni mezzo si ritorna alle barche.

I nuotatori decidono di farsi il miglio che manca con snorkel e boccaglio, per godere della vista della barriera corallina e fare qualche incontro subacqueo.
I tonici del Kayak iniziano a pagaiare con battute abbastanza regolari: Un, due, un due, un due...
Altri si affiancano vicini vicini sul dinghy e fanno faticare lo Yamaha 3 cavalli. Nonostante la missione sia mestamente fallita, apprezziamo la bellezza di arrivare in posti disabitati e perderci nella natura.

Di solito la visione aerea di una baia regala spettacoli mozzafiato e inerpicarsi verso l'alto, se serve anche per qualche centinaio di metri, fa apprezzare ancor di più paesaggi e colori.

In barca inoltre ci si impigrisce e camminare per sgranchirsi ossa e muscoli è un toccasana per i marinai che arrivano a terra.

Poi abbiamo scoperto il FATTORE WAHOO!!!.