Diario di Bordo Profumi di Sicilia 2.0 Eolie

Diario di Bordo | Profumi di Sicilia 2.0 Eolie

DAY 1
L'euforia di un nuovo equipaggio, l'inizio di un'avventura alle Eolie...
A Vulcano l'aria è sulfurea.
Cena in pozzetto all'ancora in baia tra sconosciuti che già si raccontano, musica di sottofondo proveniente dalle rive, la culla del mediterraneo, buonanotte ciurma...

DAY 2
Da Vulcano a Lipari, ancoriamo nella splendida baia di Pietralunga a sud dell'isola.
I due faraglioni sulla sponda Vinci, si ergono alti poderosi e resistenti al mare. la sabbia nera scotta e sono solo le 8.30 del mattino. Piccole meduse al mattino affiorano in superficie e rendono
la nuotata a riva un esercizio di slalom, ma con maschera e pinne non è difficile evitare di incrociare le loro rotte.
Pomeriggio di tuffi e relax sul versante ovest di Vulcano, in uno spot davvero suggestivo tra le Piscine di Venere, lo scoglio Pietra Quaglietta a Cala dell'Ignuda.
Veleggiata al tramonto sino al Marina Pignataro a Lipari.
Tra pochi giorni inagurereranno i servizi, le ragazze si addolciscono con la comoda doccia di bordo i maschietti si accontentano della canna del pontile.
Alle 20.30 le ragazze del ristorante Nenzyna ci aspettano; Moscardini, cozze, linguine ai tartufi di mare e Totano ripieno di pan grattato timo capperi e pomodorini finissimi.
Una sbirciata al borgo di Cala Corta, prima della passeggiatona digestiva per rientrare a "casa". Ultimo bicchierino di Malvasia prima di crollare in un sonno pesante.
Che giornata splendida, Lipari ha incantato tutti noi...

DAY 3
Ore 07 già in paese, spedizione mirata, panificio, pescheria e fruttivendolo, dove rispettivamente raccogliamo una grande pagnotta calda, un Occhione (pesce da scoglio) da 2 kg, del pesce spada, delle vongole e delle ciliege rosse "Ferrovia".
Alle 8.30 di nuovo in viaggio risaliamo la parte orientale di Lipari, troppa onda da Tramontana per ancorare nell'acqua Turchese davanti alla Cava di Porticello, raggiungiamo Salina, ancoriamo fuori dal piccolo molo di Rinella (lato sud dell'isola).
Splendido pacchero al ragù Occhione Vongole pendolini e dei gustosissimi capperi, Massimo in cucina ha fantasia, tecnica, profonda passione e conquista subito la gola di tutto l'equipaggio; il tutto è annaffiato con dell'ottimo Grillo Biologico fresco consigliatoci da un appassionatissimo addetto del market cultore di vini e sommelier. Incontri casuali che fanno la differenza. Dopo l'ultimo traghetto alle ore 20.15 ancoriamo in porto due cugini Niccolò e Leonardo (10/11 anni) ci prendono le cime in banchina, dispensano preziosi consigli, parlano da adulti ed amanti della loro isola, pronti ad affrontare l'inizio della stagione turistica dopo 1 anno di scuola. Saliamo a piedi i gradini, una palma al centro di una stradina espone una targhetta in onore di Anna Magnani, continuiamo a salire sino a raggiungere la splendida terrazza del ristorante Le Tre Pietre, sospesi su un giardino di Cedri, Aranci e Limoni con una vista mare, laggiù nel profondo si vedono Lipari, Vulcano e la costa sicula.
Che buona la cucina mediterranea, accolti e coccolati da un’intera famiglia, dove il lavoro inizia la mattina all'alba con il "vecchio" che va a calar le reti, continua nel pomeriggio con la raccolta dei capperi freschi, verdure di stagione ed odori, termina con la cucina tradizionale. Ci è sembrato di essere ospiti a casa loro, passione e simpatia nel servizio, una serata magica...
Il vento latita, siamo ostaggi della bonaccia, speriamo domani di trovarne almeno una bava per vedere come sono fatte le nostre vele... Il mare in compenso è una tavola liscio come l'olio e riflette come uno specchio ogni ombra che gli si para di fronte, è Bonazza.

DAY 4
L'arrivo del primo aliscafo dal quale sbarcano solamente due persone ci sveglia, sono le 5.25.
Il cielo è tra il blu ed il rosa chiaro, è in atto il crepuscolo nautico. Poco prima dell'alba e poco dopo il tramonto ci sono due momenti della giornata che durano qualche minuto dove, con il cielo sereno, si vedono i pianeti e gli astri più luminosi del periodo e si distingue chiara e nitida la linea d'orizzonte cielo/mare. Era uno dei pochi momenti per i navigatori antichi per effettuare osservazioni con il sestante e determinare la loro posizione.
Io e Massimo senza parlare e con un cenno d'intesa fissiamo il way point sul Gps, decidiamo di mollare gli ormeggi e salpare. Il mare è davvero calmo, condizioni perfette per spingerci ad Ovest alla volta di Filicudi.
Il profumo del caffè sale da sottocoperta e proprio mentre me ne sto versando una tazza la lenza della canna parte. Siamo abituati, ma è sempre emozionante sapere che un pescione ha abboccato al nostro amo e che la giornata può svoltare! Andiamo a vedere di che tipo di tonnide si tratta...
Niente da fare è troppo grosso, in 40 secondi si è divorato 100 mt di filo stringo la frizione del mulinello e... "Sciack" si rompe la lenza. Peccato, vorrà dire che abborderemo i pescatori anche oggi. Sono le 8 e siamo sul versante ovest di Filicudi, da soli nuotiamo sotto l'arco di Punta Perciato e nella Grotta del Bue Marino: il gioco di colori è magnifico, ma bisogna fare molta attenzione alle meduse. Un tempo si pensava che la grotta fosse il nascondiglio di mostri marini, in realtà era il rifugio della foca monaca. Purtroppo non abbiamo avuto alcun incontro ravvicinato oramai le foche avranno scelto altri lidi.
Navighiamo a ritroso ed ancoriamo a sud dell'isola ad Est di Pecorini. 50 mt di spiaggia con ciottoli neri e grigi, tondi, una piccola tenda bianca sgarrupata brutta ma efficace per ripararsi dal sole ed una parete verde alta 600 mt fatta di roccia vulcanica piccoli arbusti e tantissime piante di capperi, che si innalza fino allo Zucco Grande la cima più alta di Filicudi...
Oltre a noi un’altra barca a motore che se ne va dopo pochi minuti dal nostro arrivo.
Che spettacolo!

DAY 5
Sveglia puntata presto anche stamane, sono le 06.40. Ebbene sì abbiamo un appuntamento, il primo e l'unico dell'intera settimana. Francesco il Filicudaro ci aspetta al porto per provare a rifornire le taniche di acqua dolce.
Da due giorni siamo a secco per una involontaria quanto errata posizione della leva di un rubinetto.
L'equipaggio sembra aver digerito la cosa (o se non altro finge bene), il sale che tira un po’ la pelle ci fa sentire vivi e i capelli un po’ ruffi ci rendono meno perfettini. La barca non ha trucchi e non nasconde segreti, l'animo vero delle persone emerge sempre e le maschere (o barriere) che ogni tanto mettiamo quando siamo a terra qui svaniscono.
Ancora e cima a terra al piccolo porticciolo, e miracolosamente dalla cannella dopo vari tentativi ecco sgorgare l'acqua.
Ci è andata di lusso, in un primo momento sembrava che solo Lipari e Salina potessero disporne.
Circumnavighiamo Filicudi, i colori predominanti sono il blu del Mediterraneo che riflettono il verde ed il nero lucido di quest'isola vulcanica abitata solo da 200 anime d'inverno, prevalentemente selvaggia ed in mano alla natura. Doppiato il capo a Nord ecco che avvistiamo il fierissimo scoglio La Canna, alcuni isolani gli attribuiscono la forma della Madonna col bambino.
La soggettività nell'attribuire immagini a profili rocciosi o a nuvole in cielo lascia ampio spazio alla fantasia, descrivendo la realtà resta uno splendido Faraglione plasmato dal mare e dal fuoco che si erge in tutta la sua altezza. Un’altra leggenda “filicudara” attribuisce allo scoglio un potere magico: basta toccarlo per far sì che i desideri si avverino.
Noi una raschiatina l'abbiamo data, se non altro per cercare qualche polpo nello strapiombo blu che la circonda, ma anche oggi niente pescato. Il mare è olio lucido, siamo soli anche oggi, che pace. Verso le 12 arriva una grande nave militare dalla quale sbarca un gommone che punta diretta al Faro presente sullo scoglio più vicino alla costa. Ordinaria manutenzione e se ne vanno.
Massimo in cucina crea un risotto fresco con gamberetti lime che ben si sposa con il Grillo ghiacciato di Sicilia e la giornata scivola così tra un bicchiere in mano, La Canna (ci riferiamo allo scoglio) e l'infinito blu calmo intorno.
Non è finita ci aspetta la scalata!
Alle 18 prendiamo una boa da Gianluca che ci accoglie al porto di Pecorini, noleggiamo un pulmino e cominciamo a salire. Il panorama è davvero incredibile, prendiamo a piedi il sentiero che porta allo Zucco Grande camminiamo tra Ginestre, Capperi, Carrubi, Fichi d'India e Bouganville dopo 2 ore di camminata arriviamo su una terrazza isolata per apprezzare il tramonto sul mare. Rientriamo con passo svelto, un po' per la fame un po' perchè inizia a fare buio. Donna Rosa del ristorante La Scogliera ci aspetta, da un paio d'ore sta mescolando il brodetto di pesce con scorfaneddi, oratine, totaneddi e tutt'ecose. Cena splendida completata con dei cannoli "offerti", in barca un po' brilli si canta, si beve ancora un goccio di passito o grappa di Sicilia.
Tante risate, un forte senso di benessere ed un grazie ad Eolo che ci sta regalando giornate meravigliose...

DAY 6
Risveglio e colazione energetica con le paste appena sfornate dalla mitica Donna Rosa.
Gianluca "il caronte" viene a salutarci portando in dote appunto le preziose brioches ripiene di marmellate crema e cioccolato in abbondanza. Lasciamo il gavitello e mettiamo la prua su Alicudi che raggiungiamo in meno di 2 ore di navigazione a motore visto che il vento continua a latitare.
Circumnavighiamo la piccola Alicudi in senso orario. Al catasto conta solo 20 umani e 40 capre, delle sette sorelle è quella che rilascia emozioni primordiali, intatta, selvaggia, saccheggiata e riconquistata per millenni, oggi la natura domina, sul versante ovest la cenere nera della sciara ne divide in due il profilo, facciamo attenzione alla secca che si prolunga per oltre 50 mt verso W ed ancoriamo davanti alla spiaggia della Bazzina.
In realtà è solamente un tratto di costa (uno dei pochi) dove le pareti dell'isola non vanno giù a picco, ma degradano a 40 metri dalla riva. Una villetta terrazzata con il prato rasato ed i muretti bianco latte appena verniciati domina la scena, tutt'intorno un incantevole vigneto ed il silenzio.
La barca è la nostra casa; il pensiero di doverla lasciare tra pochi giorni unito ad una temperatura particolarmente calda dell'aria e ad un mare immobile ci fanno propendere per non sbarcare subito ma vedere la palla di sole squagliarsi nel mare. La musica è giusta, il tappo della bolla è sbocciato... solo un ancora incagliata senza grippiale a 11 metri di profondità rovina il Magic Moment.
Ottimo lavoro di squadra sia l'equipaggio a bordo che dei "sommozzatori" in acqua che riescono a legare il diamante dell'ancora e spedare! Per fortuna i polmoni funzionano bene.
Well Done!
Il sole è tramontato questa sera per cena GiroPizza.
Abbiamo telefonato all'unico ristorante dell'unico albergo presente sull'isola. La scelta è stata facile ma la pizza fatta in casa è un buon prodotto.
Assaggiamo il superpeperoncino di cui il titolare va molto fiero le succosissime melanzane e le saporitissime alici di Alicudi. Ci sono 8 camerieri in sala, a cena solo noi 9 del mitico equipaggio albatros, siamo ben serviti e coccolati da questi ragazzi, giovani d'altri tempi, timidissimi ed educati, su queste isole i valori ed il rispetto è ancora ben radicato nelle persone.
Il potere delle piccole isole...

DAY 7
Al primo posto della classifica "I vantaggi della vita di bordo" c'è sicuramente il tuffo in acqua appena svegli.
Hai ancora un occhio semi chiuso, risali la scala per uscire dal boccaporto e sei a soli due metri dal blu.
Rigenerante, dieci bracciate e ti senti vivo altre venti e sei un leone, poi ti giri pancia all'aria guardi il cielo e ti senti libero. Regna la pace, qualche gabbiano interrompe il silenzio di Alicudi alle 7 di mattina.
Il piacere di una buona tazza di caffè e via si salpa verso Lipari, mattinata di navigazione, mare sempre calmo, musica giusta per coprire il rumore del motore, visi distesi tante risate. Sorrido in silenzio contento di aver visto nascere una piccola comunità di persone sconosciute che in pochi giorni calpestando questi 15 mt galleggianti si sono trovati. I tempi sono giusti, c'è complicità e con piccoli gesti si comunica in armonia, ogni tanto partono abbracci spontanei ed innocenti, si ringrazia e si condivide questa sensazione di benessere. Ancoriamo a Lipari sulla costa Est nell'azzurro della Cava di Pomice per evitare le meduse che la mattina affollano i tratti costieri occidentali. Al pomeriggio continuiamo la discesa verso sud attraversiamo il canale tra Lipari e Vulcano restando sul versante Ovest per non perdere il tramonto.
Ancoriamo al Gelso per un’ultima notte in rada.
Il faro scandisce il suo ritmo sottovento acque libere, possiamo stonare qualche canzone senza infastidire nessuno.
Siamo solo noi, Questa notte è ancora nostra, Lasciateci cantare, Notti Magiche.


Un video "speciale" dalle Cave Di Pomice