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Diario di Bordo Vento di Sardegna

DAY 1
Partenza da Alghero porto verso le 11.00 in direzione Baia di Porto Conte. Ci sono 15 nodi da Libeccio, issiamo subito le vele del nostro "Pan di Zucchero", nome del nuovissimo Bavaria 51 Cruiser appena varato dagli amici della @CagliariSailing. Già proprio il "Pan di Zucchero", ultimo scoglio da noi toccato proprio lo scorso anno in Sardegna. Che bella coincidenza! Veleggiamo e prendiamo confidenza con questa barcona, dove da poppa si fatica a vedere la prua, appare maestosa ed imponente, sembra non essere nemmeno solleticata dai 17 nodi che segna il windex. Sullo sfondo teniamo nel mirino il Gigante Addormentato, è così che gli Algheresi chiamano Capo Caccia descrivendo il profilo del promontorio.
Il mito narra che un tempo un gigante buono, troppo alto per essere considerato dai suoi simili, andò proprio su quella punta Ovest e, guardando il mare, iniziò la sera a parlare alla Luna. Nacque una storia d'amore impossibile e struggente, i due si potevano incontrare solamente la notte ed all'insaputa del fratello Sole, che se solo avesse visto i due ancora una volta insieme, aveva promesso di trasformare il Gigante in una roccia che non avrebbe mai avuto riposo perché l’acqua l'avrebbe tormentato per l’eternità sciogliendo le sue membra e scavando gallerie nelle sue viscere. Il poveretto capì che non c’era nulla da fare per loro due, ma continuò a parlare alla Luna, non poteva farne a meno, sino a che un giorno di fine maggio, il sole fece capolino un'ora prima del previsto in vista dell'estate per anticipare un’ora di luce. Li vide insieme, si infuriò, stese il gigante e lo addormentò. Allora la Luna sfinita dal dolore pensò di fargli un piccolo dono, in ricordo del loro immenso amore. Pregò l’Acqua, sua grande amica, di renderle un favore.
Amica Acqua, immenso è il dolore
vengo per chiederti un gran favore.
Quando entrerai a goccia a goccia
lascia il calcare sopra la roccia.
So che, se vuoi, tu puoi creare
trine, ornamenti e gemme rare.
Sarà il mio dono per il Gigante
che di sventure ne ha avute tante.
E, come per miracolo, nelle grotte della falesia crebbero possenti colonne bianche e splendenti, ricche di trine e ricami. Stalattiti e stalagmiti rendevano preziosi i cunicoli e gli antri, che divennero più sontuosi dei saloni che si trovano nel palazzo del re. Nacquero così le grotte di Nettuno.
Diamo fondo all'ancora a Cala Tramariglio, il vento molla con il calar del sole, sulla sinistra una torre saracena domina la spiaggia. A bordo relax, l'equipaggio si gode il sole ed inizia a staccare completamente la spina. Welcome on board...

DAY 2
La prima moka del caffè in barca al mattino, ha un potere particolare, il suo aroma entra in tutte le cabine e dà la giusta sveglia a tutto l'equipaggio (salvo ovviamente i non amanti del caffè, che però sono talmente pochi che possiamo democraticamente non considerarli #maestrozen). Prua verso nord sono le 7.30, c'è una splendida luce e con la tazza ancora fumante in mano ammiriamo le altissime coste rocciose ed il maestoso faro di Capo Caccia (portata nominale 24M), c'è una piccola onda da ponente, il vento tace. Dall'esterno proviamo a sbirciare dentro le grotte di Nettuno, passiamo tra l'isola di Foradada e la costa. Siamo soli ovviamente, che bel risveglio. Tutto il tratto di costa da Alghero all'Asinara è pieno di piccole spiagge aperte al mare, non ci sono ridossi. Grazie ad un prezioso suggerimento ricevuto ieri sera, proviamo a ridossarci dietro l'Isola dei Porri, 15 miglia a sud del passaggio della Pelosa sulla costa occidentale della Sardegna. Sono le 12.00. All'ancora si balla ma il posto è troppo giusto per abbandonare l'idea. Carichiamo il tender con acqua, birra, un po' di frutta e qualche carota, e dirigiamo verso la spiaggetta. 70 metri di piccoli ciottoli bianchi e grigi accessibili solo dal mare, siamo seduti sulla battigia ad ammirare i colori accesi di questo spot. ?'Isola dei Porri di fronte a noi e un gioco di colori: cento tonalità di azzurro e verde a contrasto con la calda roccia grigia e rossa. Sullo sfondo, leggera, la nostra "Pan di Zucchero" dondola sulle piccole onde e la bandiera Albatros sventola fiera in alto sino alla prima crocetta. Che posto incredibile. Ci inerpichiamo per vederlo dall'alto siamo incantati. Peccato per questa ondina altrimenti sarebbe stata la nostra tappa definitiva di giornata. Pranziamo verso le 15 e poi salpiamo per altre due orette di navigazione, ci aspetta il passaggio dei Fornelli, una strettoia di bassi fondali tra l'isola dell'Asinara e l'Isola Piana. Con mare calmo è semplice allineare i dromi presenti a terra e completare la passe. Ancoriamo nell'azzurro piscina davanti alla spiaggia della Pelosa. La torre presente sull'isola Piana è attorniata di celeste, è la foto presente su tutte le cartoline ed anche sul nostro calendario (immagine di copertina del mese di luglio). Essere qui e vederla dal vivo possiamo giurarvi che fa molto effetto. Le barche sembrano sospese su questo azzurro, assaporiamo un ottimo gin tonic aspettando il sole spegnersi dentro la Torre Saracena. Ciaone a tutti...

DAY 3
La luce del sole mattutino aumenta ancor di più l'effetto piscina. Dietro la nostra scaletta, sulla spiaggetta di poppa manca solo il trampolino. Musica giusta e super colazione, dopo aver navigato molte ore ieri oggi ci godiamo la nostra "Pan di Zucchero", qualche bagno rigenerante ed il panorama che ci circonda.
Verso le 11 si alza una brezza tesa da Grecale decidiamo di far rotta verso l'isola dell'Asinara, esattamente a Cala Oliva.
L'Asinara (lo abbiamo scoperto or ora) è la quinta isola più grande d'Italia (escluse Sardegna e Sicilia). Ha una forma stretta ed allungata, ricca di insenature naturali che le conferiscono un aspetto "sinuoso". Da qui deriva una delle tante ipotesi del nome Asinara (Sinuaria), già perché la presenza dei tanti asini sull'isola non è la fonte del nome dell'isola.
Ha una storia particolare è stata campo di prigionia durante la I Guerra Mondiale ed il principale supercarcere d'Italia durante il periodo delle Brigate Rosse degli anni '70 e nella lotta contro la mafia sino all'istituzione del Parco Naturale nel 1997. L'isolamento, durato oltre un secolo, ha prodotto la nascita del fascino e del mistero dell'Isola e contemporaneamente una straordinaria conservazione, rendendola un patrimonio unico. Oggi proprio a Cala Oliva la Cooperativa SognAsinara gestisce come Ostello le case che prima facevano parte del Penitenziario.
Essendoci varie zone di riserva attorno all'isola (parziale ed Integrale) ci teniamo ad 1 Miglio dalla costa ed atterriamo perpendicolari a Cala Oliva. Prenotiamo una boa chiamando l'Ente Parco, ci risponde gentilissimo un signore sulla quarantina di nome Antonello (ribattezzato a sua insaputa Antunello uomo gavitello) che ci spiega esattamente qual è la boa da raccogliere. Anche oggi siamo soli. Dopo pranzo l'equipaggio sbarca a terra con il tender, restiamo in tre a bordo in silenzio. Vicino alla Torre Saracena sul promontorio c'è un asino che ogni 10 minuti raglia per attirare la nostra attenzione, da terra le risate di qualche bambino, probabilmente l'ostello/expenitenziario ospita qualche colonia, è una bella isola per restare a contatto con la natura ed è bello pensare che da carcere questo luogo sia stato trasformato in un ecovillaggio, una bella parabola. Cala la sera ed una luna rossa spunta dal mare riservando uno spettacolo unico, alle nostre spalle a terra una luce illumina la statua della madonna di cala d'oliva. Anche la torre ha dei fari bianchi puntati addosso, un vento caldo e umido accarezza i nostri corpi stretti intorno al tavolo del pozzetto. La chitarra di Jury suona forte, si canta tutti insieme sino a che non si spezza una corda, sono le 02 di notte andiamo a dormire ridendo ancora da una cabina all'altra, probabilmente come stanno facendo quei bambini dentro l'ostello, buonanotte...

DAY 4
Oggi la colonnina di mecurio è salita intorno ai 35 gradi, è la giornata più calda da quando siamo qui. Non si muove l'aria a Cala Oliva. Abbiamo i serbatoi delle acque nere pieni e dai fori di sfiato arrivano delle zaffate poco piacevoli... D'altra parte tutto quello che mangiamo da qualche parte andrà a finire, no!?
Ecco il primo obiettivo di giornata ci allontaniamo dal bel parco dell'Asinara per compiere la missione e sganciare tre "bombe" al largo in Mediterraneo. A parte gli scherzi in tanti navigano ma in pochi sanno che esiste un’ordinanza (la n. 252/2005) che prevede il divieto degli scarichi dei servizi igienici di tutte le unità da diporto nell’ambito delle acque portuali, degli approdipresso gli ormeggi dedicati alla sosta delle imbarcazioni ed entro la zona di mare destinata alla balneazione per una distanza di 200 metri dalle spiagge e 100 metri dalle scogliere. Le unità omologate a trasportare fino a 15 persone possono effettuare lo smaltimento dei liquami non trattati solo oltre le 3 miglia dalla costa, navigando con rotta fissa, alla massima velocità consentita e con una velocità non inferiore comunque ai 4 nodi.
Iniziamo ad essere in tanti a navigare per diporto ed è giusto rispettare le regole per salvaguardare le meravigliose spiagge ed i fondali.
A missione compiuta rientriamo verso Cala Oliva incrociando la rotta di una piccola moto pesca di nome ROSARIA con a bordo tre simpatici pescatori dalla quale acquistiamo 4 kg di polpi. Le patate sono in cambusa, signori e signori il pranzo è servito. La nostra spesa direttamente dalla barca continua, a Cala Oliva Antonello ci procura 2 bottiglie di vino "sfuso" e 5 baguette fresche. Che spettacolo senza scendere a terra delivery Service. Ci spostiamo 500 mt più sud e prendiamo una boa a P.ta Trabuccato, sempre sull'isola dell'Asinara. Siamo soli, prendiamo il gavitello più vicino alla spiaggia, il solito, quello che crea l'effetto barca sospesa nell'azzurro. Anche oggi siamo con il nostro Pan di Zucchero ormeggiati in piscina. Colori che in Italia solo la Sardegna riesce a garantire.
Le cose buone si sa' vanno attese, il polpo è bestiaccia stoppacciosa e bisogna rispettare i tempi di cottura, altrimenti é cingomma. Non ci fidiamo troppo della pentola a pressione e guardiamo il polpo bollire nella pentola, assieme al solito tappo di sughero. Alle 15 in tavola il polpo e patate del capitano viene spazzolato (sarà che avevan famona), il vino dell'isola è davvero il connubio perfetto. Che benessere!!! Laviamo i piatti sempre rigorosamente con un goccio di sapone naturale e acqua di mare, un simpatico signore dall'accento svizzero recupera una forchetta cadutaci sul fondo durante le operazioni (quante volte sarà successo anche a voi).
Siamo pronti a partire, sono le 17 e rotta 099° verso Castelsardo. Due ore di navigazione a motore, e proprio a 2 miglia dall'ingresso in porto una bella palamita abbocca alla nostra lenza. Anche domani a bordo si mangerà pesce fresco. Prima di entrare in porto, eccoli i delfini ci salutano proprio con i colori del tramonto. Che bei momenti Castelsardo dal mare è una visione unica, via radio il marina ci dice che è rimasto l'ultimo posto in banchina, sarà il nostro. Saliamo a piedi, il panorama da quassù mozza il fiato. Si vede Asinara sullo sfondo e tutto il profilo della costa sarda sino a Stintino. Alle nostre spalle si intravede il profilo della Corsica. L’antico borgo conserva ancora la sua struttura di roccaforte medievale, con imponenti bastioni, ripide scale e strette vie. Sulla sommità dell’altopiano si erge la fortezza del Castello dei Doria, visitiamo il meritevole Museo dell’intreccio mediterraneo. "Scendiamo a valle" dove ceniamo divinamente al Caffè de Paris, non tragga in inganno il nome, piatti di pesce semplici e rivisitati ed un’ottima melanzana alla parmigiana. Sono le 02 anche stasera, la giornata più piena, la giornata più intensa, se ci guardiamo indietro da stamattina ci sembra di aver fatto un sacco di cose... Siamo Vivi!

DAY 5
Alle 07 salpiamo dal Marina di Castelsardo, porto turistico ben fornito di tutti i servizi con un market completo a soli 50 mt dal pontile. Vento da SW 15 nodi, in rotazione verso ovest siamo diretti all'Asinara. Si preannuncia una mattinata interessante bordeggiando per risalire questo ponente. Alle 11 rinforza, e tutti i ragazzi/e si scambiano il ruolo del timoniere. Senti la barca scorrere sull'acqua il vento ed il sale sulla faccia, bisogna stare concentrati per lavorare le onde e contrastare Pan di Zucchero che tende andare all'orza. Proprio quando stiamo riavvolgendo il fiocco il windex segna 33kts. Prendiamo una "non facile" boa a Cala del Bianco fuori il mare è pieno di creste bianche, dentro la baia siamo ben riparati, la spiaggia è prevalentemente rocciosa, con poca sabbia a grani di colore bianco. L'acqua è trasparente dai colori vivaci tra l'azzurro ed il verde. Sullo sfondo la macchia mediterranea con i suoi bellissimi colori e profumi. Sfiletto immediatamente la palamita già eviscerata ieri, ha riposato tutta bella insacchettata nel frigo e dunque sta benone. Ecco il menù di oggi tutto ovviamente a base di Palamita: Entrèe di straccetti crudi, polpo e patate, linguine al ragù, tranci in padella appena scottati e conditi con emulsione di olio, lime, capperi prezzemolo. Tutto annaffiato con dell'ottimo Vermentino ghiacciato. I doni del mare e della terra. Chiamiamo Antonello per segnalare la nostra presenza nel parco e per pagare regolarmente il gavitello. Scambiamo 4 chiacchiere sul meteo, conveniamo entrambi che è bene salpare presto domattina. È atteso Lui, il Maestrale, sarà meglio tenerselo alle spalle. La giornata prosegue tra un tuffo rinfrescante, una schitarrata ed il dondolìo dell'amaca issata a prua. Il solito somaro ci guarda perplesso dalla roccia, anche le caprette sembrano interrogarsi su questa "Pan di Zucchero" che gironzola ormai da giorni intorno alla loro bella isola Asinara, ed infila la prua in ogni sua caletta. Ci ha stregato la vostra isola siete proprio fortunate ad abitare qua, una vera oasi mediterranea.

DAY 6 e 7
Sono le 06.15, in attesa che salga il caffettone serriamo tutti gli oblò e gli osteriggi, riordiniamo la dinette e rizziamo il tender in coperta. Fuori ci sono già 10 nodi di Maestrale e siamo ben ridossati. Gettando l'occhio fuori dalla baia l'orizzonte è bello ondulato, sarà una navigazione tosta. Prime 7 miglia a motore sottocosta per risalire l'Asinara e doppiarla da Nord, oggi lo stretto passaggio dei Fornelli situato a Sud è inaccessibile. Le onde crescono sino a 2 mt, il faro imponente di Punta dello Scorno si erge al mare e le onde rimbalzano contro la scogliera. Decidiamo di aprire il solo fiocco ci sono 20 nodi di vento al traverso. Ci teniamo ben lontani dalla alta scogliera sul lato Ovest dell'Asinara le onde frangono ed è presente una bella corrente meglio prendersi un miglio di sicurezza. Continuiamo la discesa, guardando sulla nostra dritta notiamo due gabbiani che volano alla nostra stessa velocità di 7.5 nodi seguendo una rotta parallela. Guardando ancor meglio nell'onda si vedono le ombre argentee di un branco di una ventina di pesci. Palamiti o forse Lampughe sono a 40 mt non è facile distinguerle. Sembra di ammirare quei video di National Geographic dove il pesce rincorre le povere sardine che se si espongono troppo in superficie vengono attaccate dai gabbiani, il film dura una 40ina di minuti, ma è tutto vero ed a pochi metri da noi. Al timone è gustoso le onde iniziano a girarci dietro e surfarle ti permette di raggiungere anche i 10 nodi di velocità. Yahoo!!! Il vento arriva a toccare punte massime di 30 nodi ma la navigazione è piacevole e controllata. Oggi si da fondo alla cambusa secca e non è facile mangiare il sottile pane carasau con questo vento, siamo pronti a sfidare chiunque. 40 miglia tutte d'un fiato, ritroviamo il nostro gigante addormentato con in testa il faro di Capo Caccia in una condizione diversa dalla quiete di 5 giorni fa. Oggi è una di quelle giornate dove il sole sta infierendo contro il gigante con le onde che entrano forti e profonde nelle viscere delle grotte ai suoi piedi. Che tormento. Noi ci ridossiamo a Cala del bollo dove prendiamo una boa delle barche turistiche che oggi però non arriveranno da Alghero. Tutti d'accordo per un bel piattone di pasta lime pecorino e bottarga anche se sono le 4 del pomeriggio. Chissenefrega, abbiamo completamente perso la cognizione del tempo, in barca avviene spesso ed è per questo che è una tipologia di vacanza che ti permette di staccare completamente la spina e non pensare a quello che ci aspetta a casa. No non è ancora tempo, ultima notte in baia, la traversatona di oggi è stata memorabile ma a mezzanotte tutti dormono, riposa anche la chitarra. Al mattino di buon’ora lasciamo il gavitello e alle 9 dopo aver fatto carburante ritroviamo il nostro amico Giuseppe al porto di Alghero che ci accoglie come fratelli. È tempo di lasciare la nostra "Pan di Zucchero" ma abbiamo un’intera giornata da trascorrere nella splendida Alghero, una base di partenza affascinante con la città vecchia che presenta un muraglione, torri saracene, cannoni e catapulte a strapiombo sul mare. La sera il volo, un altro ricciolo di Sardegna portato a casa, un’isola a noi amica, che ti accoglie tra la gente, che ti ammalia a terra e soprattutto in mare...