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DIARIO DI BORDO | Corto Maltese

Day1 – Malta, il cuore del Mediterraneo.
Sbarchiamo nel regno di Malta, cuore del Mediterraneo, da qui il battito si sente molto forte.
La nostra "MoonMist" é ormeggiata nel porto di Kalkara, un dito del magnifico porto di Grand Harbour, da sempre chiamato il porto delle tre città: Birgu (oggi Vittoriosa), L'Isla (Senglea) e Bormla (Cospicua), proprio dove é situato il marina. Nonostante il boom economico, il turismo di massa ed i tanti nuovi edifici in costruzione su tutta l'isola, nel porto il tempo sembra essersi fermato. Alte mura a protezione della città, fortificazioni, torri e merli distribuiti su tutta la facciata é facile immaginare di essere tornati indietro nel tempo in piena era medievale. Una contaminazione di paesi e di popoli, una cultura ed una lingua, quella Maltese, che raccoglie italiano, siculo, greco, arabo, turco, spagnolo, francese, inglese.
In questi giorni di tensione e di confini, quest'isola sembra ricordarci che siamo tutti figli di questo Mediterraneo, un mare che unisce e che racconta una storia diversa da quella che stiamo vivendo oggi.
Maleth dal Fenicio "porto sicuro", o Melit? dal greco "miele dolce" mescolando entrambe le versioni si risale all'origine del termine che danno il nome a questa terra. La storia con orgoglio narra che, circa cinquecento anni fa i nobili Cavalieri di San Giovanni resistettero all'assalto dell'Impero Turco ed anche a quello della temibile flotta del pirata Nord Africano Dragut...
Fuori soffia forte il maestrale ad oltre 30 nodi, all'interno del porto c'é una forte risacca, gli alberi delle barche nel porto di Kalkara si incrociano si sfiorano senza mai toccarsi.
Il movimento di queste "spade" di alluminio dall'alto sembra voler riprodurre una delle mille battaglie giocatesi tra queste acque. La cambusa é stivata, due passi per "Vittoriosa" e poi tutti in branda, cullati da questa ballata maltese che concilia e ci lascia sprofondare in un sonno profondo?

Day 2 | Cartoline dal Mediterraneo
Il maestrale é ancora più che teso, anche qui é chiamato Mistral, ma non ha niente a che vedere con il vento che ruggisce nel Golfo del Leone.
Navighiamo al lasco verso sud e l'uscita da Grand Harbour è davvero suggestiva. Atterriamo Marsaxlokk, qui la X si pronuncia sh e dunque suona Marsa-sh-lok.
É il porto dello Scirocco, l'ampia baia di pescatori infatti é aperta a SE.
Qui ogni domenica prende vita il mercato del pesce più grande di Malta.
Ancoriamo non troppo distanti da una gigantesca gasiera, fuori dal porto 10 navi portacontainer sono all'ancora ed aspettano il nulla osta all'ingresso in questo grandissimo porto commerciale.
Quest'area (come confermato da Marine Traffic) é famosa per essere uno dei tratti del Mediterraneo con la maggior presenza di navi, uno snodo commerciale ancora oggi importante a conferma che l'Isola detiene da sempre un importanza strategica rilevante.
Sbarchiamo a terra, un mix di odori forti arriva subito al naso, tipico dei mercati piú veraci. Sono le 11.30, sembra che le trattative più importanti siano già state completate. Rientriamo a bordo con qualche pesce per realizzare un sughetto per condire, da buoni italiani, la nostra sacra pasta per il pranzo.
Alla base, i ragazzi di MaltaYacht, ci hanno fornito un pentolone extra, eravamo spaventati all'idea di non riuscire a cuocere il sacro Kilo all'ora di pranzo...
Arriviamo a St. Peter Pool, un'affollata piscina naturale con piattaforme per tuffi, dove ogni giorno, locali e turisti si sfidano lanciandosi in acqua da oltre 7 mt da questa perfetta roccia scavata e lavorata dal mare. Cento metri più a nord due pacifiche baione si aprono, c'é solo l’imbarazzo della scelta. Decidiamo per quella più a nord e mentre diamo fondo il blocco di trasmissione/riduttore del salpancora cede di schianto. Siamo tempestivi nel fermare a mano, con la leva della frizione, la corsa impazzita della catena, partita in acqua a folle velocità. Il pezzo é un blocco di ossido l'anima si sgretola e si é rotta dall'interno, va sostituito. Domani nella risalita rientreremo alla base per un veloce pit-stop. Terminata la manovra alziamo lo sguardo, siamo davvero fortunati ad essere ostaggi qui. Al nostro traverso di sinistra una grotta permette di spiare le barche nella baia adiacente. Fuori la linea d'orizzonte é ancora curva, il mare é ancora agitato, noi condividiamo questa quiete con altre due barche, l'acqua é fresca ma piacevole per un bagno rigenerante. Al tramonto la luce investe questi calanchi di roccia bianca lavorata, che ricordano vagamente alcuni tratti di Milos. L'equipaggio é in perfetta sintonia, c'é un’armoniosa coordinazione a bordo, prendiamo il tender per vedere la nostra MoonMist attraverso il buco dall'altra parte della cala e l'immagine é una splendida Cartolina dal Mediterraneo...



Day 3 | Alla scoperta
"MoonMist" o nebbia lunare é un raro fenomeno che si forma quando nell’atmosfera vi sono cristalli di ghiaccio e la contemporanea presenza di nubi alte e sottili. Un alone misterioso si cela dietro al nome della nostra barca. Salpiamo l'ancora a mano e risaliamo verso Kalkara, il maestrale non molla. Approfittando del pit-stop conosciamo un po' meglio i ragazzi della base nautica. Mark, il base manager, é davvero in gamba e ci racconta che la flotta che gestisce é la più grande di tutto il Mediterraneo. Malta Charters é società armatrice di 40 barche a vela, 20 gommoni e 5 motoryachts. La loro politica é quella di noleggiare solo barche di proprietà e di non gestire quelle private. Salvo é un giovanissimo meccanico motorista siciliano, uno dei tanti italiani emigrati a Malta, che offre lavoro a tanti ragazzi svegli e qualificati. Ama il mare e la pesca, dice che la sua Sicilia non é poi così lontana, si arrabbia nel vedersi costretto a vivere su di un'isola che non é la sua ma si dice contento di restarne a poche miglia di distanza, in Mediterraneo, perché emigrare al nord lo avrebbe snaturato, e poi dice "Che freddo farebbe".
Dopo un ottimo primo di pesce, preparato magistralmente a bordo da un equipaggio che non lascia niente al caso, ripartiamo con il nuovo blocco salpancore e con un lucido portacanne agganciato al pulpito di poppa, gentilmente donatoci dal nostro amico Salvo. Mare increspato, venti nodi sul muso, si risale a motore lavorando le onde per percorrere le 11 miglia che ci separano da St. Paul's Bay. Ci ridossiamo a Nord nella pacifica baia de Il Mistra. Ci inerpichiamo a piedi attraversando piccoli campi coltivati a terrazza. Dopo un'ora raggiungiamo una vecchia chiesa sconsacrata, oramai un rudere con una finestra sul mare. Posizione strategica, dall'alto ammiriamo la baia di Mellieha e sullo sfondo Comino, Gozo ed uno splendido tramonto. Il vento é calato ed il mare ha perso le sue creste bianche. Rientriamo alla barca, sono le 21 ma c'é ancora luce. Dove ce ne sono tanti, reintegriamo i sali staccando e mangiando i primi fichi dagli alberi, attraversiamo un campo di zucche ed é pieno di fiori, saranno perfetti per la nostra frittata di verdure...


Day 4 | in una bolla felice
Con una tazza fumante di caffè ed una splendida alba salpiamo alla volta di Comino.
Una leggera bava di vento accarezza il mare, c'é un residuo di onda lunga, apriamo le vele e navighiamo spediti, le note di Bob Dylan coprono il rumore del motore acceso in aiuto alla randa.
Arriviamo a Comino, d'inverno isola deserta ed abitata solo da 4 persone, in estate investita da orde di turisti. La baia più a Nord é meno invasa dalla inavvicinabile Blue Lagoon dove centinaia di turisti urlano, gridano si dimenano senza capire esattamente la bellezza del posto in cui si trovano.
L'acqua é piacevolmente fresca, di un colore azzurro/turchese, di quelle che non puoi resistere al tuffo. La giornata scorre lenta, alle 17:00 ci muoviamo per ammirare le alte scogliere nella parte sud ovest dell'isola, faraglioni bucati, un labirinto di grotte dove il mare lungo respira, creando un effetto unico di luce e colori al tramonto. Blue Lagoon é ancora interdetta da orde di turisti che sparano la boom boom music (come la chiama il mio amico Roberto Soldatini) e gettano bottiglie vuote in mare.
Brutti segnali, un mix di inciviltà ed ignoranza che ci avvelena il sangue, non possiamo vedere, ce ne andiamo in porto a Mgarr, la giornata é infinita e dopo cena raccogliamo le ultime energie attratti dalla splendida Basilica ta' Pinu, illuminata in alto domina tutta la baia. Nel silenzio camminiamo tra le stradine di Betlemme, in quello che a dicembre si trasforma nel presepe più grande del mondo. Gozo é splendida, torniamo in silenzio verso la nostra "MoonMist", ognuno di noi ha completamente resettato, siamo in una bolla felice, ebbri di benessere, spensierati, abbiamo occhi solo per il mare!



Day 5 | tre metri sopra il cielo
“Gozo Marina, Gozo Marina here's sailyacht MoonMist, over>> | <> | <> | <>
Alle 09:30, con la cambusa rimpinguata a dovere, salpiamo verso Nord, l'obiettivo di oggi é quello di circumnavigare l'Isola di Gozo in senso antiorario. Il vento latita, l'equipaggio ammira al traverso di sinistra pareti di roccia alta e scavata in alcuni punti dalle ruspe. Incontriamo sul versante Est dell'isola una bella spiaggia dorata, ancora troppo esposta al residuo d'onda presente. Il cielo é parzialmente nuvoloso, continuiamo a scambiare quattro chiacchere in pozzetto tenendoci Gozo sulla sinistra. La lezione di questa mattina, vista l'assenza del vento che impedisce di fare un po' di pratica, prende in analisi le capacità umane ed interpretative che devono appartenere ad un buon comandante. Il gioco é quello di riuscire a leggere nella mente assorta di ogni membro dell'equipaggio ed estrapolarne i pensieri. Chiara é bravissima ad immedesimarsi nel ruolo e proprio mentre svela la sua idea sui pensieri di Luca legati alla speranza sulla buona riuscita della giornata di pesca, parte la frizione del mulinello della canna. Bingo! Siamo a centro metri dalla punta di S. Dimitri nel versante a Nord-Ovest dell'isola. Recuperiamo la lenza con attenzione e quando avviciniamo il pesce sotto la barca, troviamo una sorpresa pazzesca. Al nuovo raffio, donatomi dal grande Raffo Fishing Doctor viene infilata una ricciolona da 7/8 kg.
La evisceriamo subito in navigazione, mentre, copriamo le poche miglia che mancano a Dwerja Bay. La baia é protetta da una grande roccia chiamata Fungus Rock. Guardando in alto capiamo l'origine del nome riservato a questa parete verticale, proprio in cima a circa 100 mt si vedono gli steli e gli ombrelli di strani funghi filiformi mai visti prima. Leggendo con attenzione, il portolano dice addirittura che hanno particolari proprietà curative. Siamo al centro di questa enorme pozza naturale che per forma e caratteristiche assomiglia ad un atollo maldiviano. Siamo soli un uno dei luoghi più incredibili del Mediterraneo con a bordo la regina dei carangidi dei nostri mari. Si vola tre metri sopra il cielo, esce uno splendido sole, l'umore sale alle stelle e noi brindiamo a tutto ciò che ci sta accadendo in questi giorni. Scendiamo a terra con il tender per vedere meglio il tramonto dall'alto. La bandiera Albatros é issata alta e fiera sull'amantiglio di bordo. Nota e citazione di merito sui pasti di oggi: Crudité di Ricciola, Pennetta squisita con ragù di ricciola e pendolini, Ricciola a tranci appena scottata con un goccio d'olio. Massimo e Donatella hanno egregiamente esaltato le ottime qualità di questo regalo venuto dal mare. Ma la giornata delle sorprese non é finita qui! É notte ed é tardi, sono le 01:47, in quattro siamo ancora in pozzetto. Dalla spaccatura di circa 10 mt posta al centro di Fungus Rock sbuca la luna celata da qualche piccola nuvola orizzontale ed offuscata da un po' di foschia. Si proprio lei. MoonMist guarda MoonMist, si vedono dal buco per un allineamento incredibilmente perfetto. ?????
Non riesco a dormire, ripenso a tutto questo, come farò a raccontarlo? Sicuramente, mi prenderanno per matto visionario, ma per fortuna non sono solo ed ho un equipaggio fantastico...

Day 6 | Ipnotizzati da Diomede
Questa mattina il risveglio a Dwerja Bay é piú lento, sono le 08.00 e stranamente ancora nessuno ha fatto capolino nel pozzetto. La luce del sole investe solo ora Fungus Rock, riparata da un’alta scogliera sul lato est della baia, c'é pace. Il mare é immobile, accogliamo il suo invito e senza svegliar chi dorme entriamo in acqua per le prime bracciate rigeneranti. Dal centro della baia alzo lo sguardo per cercare nuovi dettagli, e fissare bene in mente ogni sfumatura, che posto ragazzi! Con il tender ci allontaniamo dalla nostra MoonMist, vogliamo perlustrare la costa ed infilare la prua del nostro gommone in ogni grotta, per vedere tutti quanti l'effetto che fa. Purtroppo non possiamo più ammirare Azure Window, uno degli archi naturali più belli del Mediterraneo, eroso dal mare e crollato a marzo 2017. Sulla parte Ovest di queste isole infatti, il Mar Mediterraneo si sfoga con tutta la sua potenza, quando soffiano il Ponente/Maestrale il fetch é importante perché parte dalle coste spagnole. Oggi con la bonaccia, ammiriamo a Gozo almeno un centinaio di grotte che si aprono come lame sulle alte scogliere, é il risultato di migliaia di anni di lavoro Mediterraneo. Addentrandoci in una di queste riusciamo a bucare entrando in una blue hole mozzafiato.
La giornata scorre lenta, rientriamo estasiati alla barca.
Questa baia sembra averci ipnotizzato, non c'é luogo migliore di questo nel raggio di 300 miglia, perché andarsene?
Facciamo di tutto per provare a fermare il tempo ma inevitabilmente si fa sera, un altro tramonto sul mare, più pulito rispetto ieri, una enorme palla arancio/rossa si bagna lentamente e poi affonda dentro l'acqua.
Cena mondiale e risate, tante risate in un pozzetto che é sempre stato il nostro patio prima della siesta. All'01:30 ci diamo la buonanotte, ma anche questa sera accade qualcosa di incredibile. Dall'alto di Fungus Rock un canto potente e del tutto inedito riecheggia inquietante per tutta la baia. Sembrano urla strazianti, pianti di un neonato, un canto malinconico che non ci fa dormire. Scopriamo solo dopo giorni e tante ricerche di aver assistito ad un fatto eccezionale, abbiamo ascoltato il raro canto della Berta Diomedea, uccello migratore della famiglia degli Albatros, che ogni anno depone un uovo in Mediterraneo, in estate avviene la schiusa e ad ottobre compie un viaggio straordinario, ripercorrendo le rotte dei navigatori, vola per migliaia di miglia prima verso Gibilterra, esce dalle colonne d'Ercole e migra verso sud sino a raggiungere le pescose coste sudafricane. La Berta con il suo caratteristico canto potrebbe aver dato origine al mito delle sirene di Ulisse, per gli antichi le urla della berta erano i guerrieri di Diomede che piangevano la scomparsa dei propri condottieri. Per noi tutto questo é un'emozione unica, siamo dentro ad un quadro animato, la prova che in qualche piccolissima parte del mondo la natura riesce ancora a svelarsi e a sorprenderci, se solo gliene dessimo la possibilità un po' più spesso...




Day 7 | da maestro a maestro, grazie Corto Maltese
Dopo due giorni da solitari in questa baia é arrivato il momento di salpare, all'orizzonte appare un albero, sembra proprio avere la prua diretta verso Dwerja Bay. Salutiamo, come si fa sempre tra velisti in segno di rispetto, un augurio di buon vento come la tradizione dei marinai vuole. Quando capiamo che saranno loro a prendere il nostro posto al centro di questa magica baia, il nostro saluto assume un significato diverso, anche se loro non lo sanno segna il passaggio di un testimone, il trasferimento da maestro a maestro di uno Stradivari, lo scambio di un Van Gogh tra due Gallerie d'arte. Siamo contenti speriamo che stasera la Berta Diomedea abbia voglia di parlare anche a loro. Il windex segna 5kts ma é tutto apparente. Il mare é una tavola e siamo al centro del Mediterraneo. Mettiamo la prua dentro Xlendi, siamo nel versante sud ovest di Gozo. La baia é una gola stretta ma il cemento delle strutture alberghiere ci fa "passare". Attraversiamo il canale tra Gozo e Malta ed andiamo ad esplorare il versante ovest dell'isola di Malta approfittando del mare calmo. La prima baia Anchor Bay é paradisiaca. Due pescatori a bordo di un gozzo in legno provano a pescare qualcosa con le reti. Ci avviciniamo molto alla costa per non disturbarli. L'acqua é splendida, il luogo perfetto per trascorrere le nostre ultime ore di libertà. Nel pomeriggio salpiamo nuovamente per eseguire il periplo dell'isola questa volta in senso antiorario. In una settimana siamo riusciti a vedere tutti i tratti costieri di Gozo, Comino e Malta, il meteo ci ha graziato ancora una volta...
Rientriamo a Grand Harbour, a bordo regna il silenzio, in questo momento nessuno parla, anche la radio è spenta, ogni membro dell'equipaggio occupa un proprio angolo della coperta. Visi distesi, ogni tanto qualche sguardo d'intesa e sorrisi. Abbiamo tutti gli occhi pieni ed il cuore felice. Rientriamo nella civiltà camminando per le vie de La Valletta, dopo la cena ci abbracciamo molto forte nella foto di equipaggio. "Corto Maltese", titolo azzeccato per un viaggio breve ma veramente intenso, dove é successo di tutto, dove a volte la realtà ha superato la fantasia. Vorrei ringraziare uno ad uno Marco, Donatella, Luca, Monica, Massimo, Chiara, Romina, Elisa e Sara membri di un equipaggio straordinario. Buon vento marinai ci sentiamo prestissimo...