DIARIO DI BORDO | Minorca la Gipsy

Diario di bordo | Minorca la Gipsy 2018

Day 1
Bale, bale, bale sono le parole di Len che sorride mentre ci sottopone il contratto di noleggio durante un accurato check-in. La nostra barca si chiama "Las Sirenas" é un Bavaria C36 dotato di tutti gli optionals, viene utilizzato per tutta la stagione invernale dalla scuola nautica Menorca Cruising che organizza corsi Rya YachMaster alle Baleari. Una bella realtà, c'è una bella intesa, abbiamo tanto in comune... Anche loro come noi di Albatros sono una piccola comunità di persone che credono molto nel lavoro e nella formazione nautica e non si limitano ad essere una semplice società di charter. Siamo sul lato Est di Minorca a Mahon, capitale amministrativa dell'isola, budello naturale molto ridossato, un porto di partenza perfetto per la nostra avventura. Salpiamo e accostiamo a sinistra il “viento del Sur” ci invita ad iniziare la circumnavigazione de la Isla in senso antiorario. Dopo 15 miglia, ancoriamo ad ovest de Illa de Colom, in 4 mt di azzurro e sabbia. Gli stendardi Albatros sono issati fieri e la flottiglia è cominciata alla grande. Gli equipaggi delle tre barche ormeggiate a pacchetto iniziano a mescolarsi, lo spot è davvero piacevole, l'acqua ha una temperatura invitante la secca di 1 mt che taglia in due la baia è davvero una piscina. Si alza il vento ne approfittiamo per goderci un pò di sana navigazione a vela con 17 nodi al lasco. Doppiamo in sequenza navigando a 7 nodi di velocità Cabo Monsena, Cabo Favatrix ed il suo maestoso faro a strisce blú, Cabo Cavalleria e Cabo es Nord. Al tramonto diamo fondo a Cala Pregonda una vera oasi di pace. Durante la manovra ammiriamo incantati la roccia rosa calcarea ed il sole, ormai basso, é oscurato da una nuvola che rende tutto ancor più mistico. Bale, bale, bale
Day 2
Nottata un po' movimentata per via di qualche piovasco, poi un'oretta di rinforzo di vento che é arrivato a segnare oltre i 25 nodi. Le nostre linee di ancoraggio hanno lavorato bene. Segnali del tempo, segnali di un'estate meteorologicamente un po' pazza e senza un vero anticiclone stabile sul Mediterraneo. Ora il cielo é azzurro, incantati guardiamo i dettagli e scopriamo la bellezza di Cala Pregonda. É il primo giorno ma dobbiamo subito intervenire per qualche lavoretto a bordo. A bordo di OC35 una squadra di "meccanici" smonta la calotta di un fuoribordo umido e capriccioso ed interviene per pulire la candela. Sempre a bordo di OC35 bisogna sistemare una drizza in testa d'albero. Alberto, istruttore di vela e di paracadutismo ha molta confidenza in quota e riesce a sistemare, non senza difficoltà, la penna del Genoa che si era sganciata. Scediamo a terra con i tender e dalla roccia più alta ammiriamo le nostre tre barche. A farci compagnia solo un bellissimo ketch di 16 metri ed un Oceanis 38 con a bordo una simpatica famiglia di velisti spagnoli di La Coruna con cui socializziamo immediatamente. Le due figlie Andreas e Veroníca sono fortunate, fanno vacanze in barca da quando sono piccole ed a bordo si muovono naturalmente, il padre Jorge é un valido comandante ed é la quarta volta che naviga a vela intorno a Minorca. Scambiamo qualche chiacchiera e ringraziamo con un omaggio di ottimo Rosé per le dritte nautiche ricevute.
Arrampichiamo sulle rocce e scoviamo una profonda e larga piscina naturale. Ore 16.30 gara di tuffi, grande prova di coraggio da circa 10 metri. Il salto é sicuro, l'arena é perfetta per un pomeriggio con il fiato sospeso. Inizio titubante ma poi il gruppo prende coraggio e sospinti da un grande tifo, quasi tutti si lanciano in un adrenalinico tuffo nel blu.
Spettacolo!
Rientriamo alle barche, il vento é girato a Nord e le nuvole lontane sono minacciose.
Si alza una fastidiosa onda da Maestrale, un mare lungo, deve aver fatto burrasca poco lontano da noi, siamo stati graziati, la perturbazione ci ha solo sfiorato.
Lasciamo la baia rollante e l'onda di 2.5 metri fuori é fastidiosa. Fornells dista sole 5 miglia ed in un'ora siamo al riparo dentro questo fiordo lungo e protetto. Diamo fondo all'ancora e ci godiamo un tramonto a pacchetto su quest'acqua che sembra olio. La gara di tuffi ha alzato il testosterone, il gin di Menorca ha portato entusiasmo, ed ecco che a bordo di "Horizont" scatta il turbantparty. É mezzanotte, ci stacchiamo e diamo fondo all'ancora, crolliamo in branda ebbri, sorridenti e felici alla fine di una giornata davvero pienissima di emozioni…

Day 3
Continua il nostro tour dell'isola, da Fornells navighiamo verso Ovest, onda lunga in calo, vento a regime di brezza, il tempo sembra volgere al meglio. Alle 10, mettiamo le prue dentro Cala de Algayerenes, ma proprio l'onda residua investe in pieno la baia creando un rimbalzo fastidioso. Desistiamo, passiamo ed andiamo avanti sino a raggiungere la più protetta Cala Morell. Duemilacinquecento giri motore per centrare lo stretto e suggestivo ingresso di una baia incredibilmente bella, chiusa da alte scogliere é perfetta per la nostra sosta.
Cartello "Relax on Board" attivato, gli chef nelle rispettive cucine inventano piatti colorati ed oggi sembrano particolarmente ispirati. Alle 17 siamo di nuovo in marcia verso Ciudadela. Prendiamo in mano i telefoni che esplodono di messaggi preoccupati e richieste di rassicurazioni da parte dei nostri cari.
I giornali web infatti sembra che abbiano dato la notizia che, ieri a Ciudadela de Menorca ci sia stato uno tsunami. In realtà parlando con un’amica di Fabio che vive a Menorca l'accaduto viene notevolmente ridimensionato... Il bisogno moderno della "notizia a tutti i costi" produce spesso fake news. Oramai ogni perturbazione ha bisogno di avere un nome e di essere spesso ingigantita.
Parlando al telefono con Anna italiana emigrata 10 anni fa, rapita dal fascino de la isla, minimizza l'accaduto esclamando: <>. Anche il portolano del Frangente.com magistralmente descritto da Graham Hutt cita questo fenomeno pericoloso al navigatore. É abbastanza conosciuto anche se non facilmente prevedibile.
Ciudadela in fondo é un fiordo lungo e strettissimo, un budello esposto in pieno al Mediterraneo. Siamo sul lato Ovest dell'isola e sembra che l'effetto combinato di forte alta marea sigiziale e contemporaneo groppo estivo da Maestrale creino un’onda ed una corrente molto forte in porto, tale da sbalzare barche in banchina e di creare correnti sino a 10 nodi nel canale. Il tutto dura pochi minuti, in Sicilia accade una cosa simile me la raccontarono alcuni pescatori del sud che invece chiamano questo fenomeno molto simile "Marrobbio".
Via radio Vhf chiamamo sia lo Yacht Club (todo listo), che il porto di Ciudadela gestito dall'autoridad locale. Fanno appoggiare "Las Sirenas" ma dicono che é impossibile trovare posto per 3 barche, che avremmo dovuto chiamare ieri. Arrivato in banchina provo in tutti i modi a rimediare, i posti ci sarebbero, sono lí, li vedo, sarà una nottata tranquilla e la sicurezza sarebbe garantita per tutti, perché non mi fanno entrare con le altre due barche? ????<> esclama con fermezza una ragazza sui 35 anni con cappellino blu, occhiale a goccia a specchio ed una polo bianca e blu. Sorride mentre parla, mi guarda con aria beffarda e senza che io proferisca parola minaccia di cacciare anche noi dal porto. Cavoli! Bene, messaggio ricevuto, alzo i tacchi e ringrazio, chiamo i ragazzi della flottiglia, spiego la volontà di respingerci ma chiedo di fare un ultimo tentativo. Uscite dalla baia, ammainate le bandiere Albatros, dirigete verso la banchina libera in testa al Pontoon 1, vestitevi con scarpe pantaloni e maglietta e comportatevi da singoli equipaggi, abbondando per un attimo l'idea di flottiglia, io non mi muovo da qui. Mi sento il regista di un film, sono seduto sulla panchina e dall'alto, col telefono all'orecchio per comunicare con gli attori osservo la scena. I gendarmi accolgono benevolente sia "OC35" che "Horitzo", che arriva in banchina 20 minuti dopo e si accosta a pochi metri da noi. Cortesemente i ragazzi dell'autoridad spiegano ai due comandanti che quella dove si sono appoggiati é una banchina di transito ed emergenza, che la nottata sarà tranquilla e che sono i benvenuti, possono prendere con i documenti e seguirli in ufficio con la promessa di lasciare il porto entro domattina alle 09.00. Scena surreale, gli equipaggi che fino a poche ore prima ridevano e scherzavano assieme sono costretti a recitare ed ignorarsi camminando tra gli uffici ed i pontili del porto. Ringraziamo e salutiamo, ora l'intera flottiglia é ormeggiata e compatta. Ciudadela é un porto antico e pittoresco, la città un intreccio di bassi portici e piccoli vicoli ciechi. Trasuda storia, palazzi neoclassici, spicca sicuramente la Cattedrale delXIV secolo. Siamo felici di essere qua. Al ristorante si ride nuovamente e tutti finalmente assieme su quanto accaduto oggi al porto: tre barche assieme no, tre barche singole siete i benvenuti... Bah!? Paese che vai controsensi che trovi, mi complimento personalmente con tutti gli attori di questo film perfettamente riuscito, uscirà prossimamente nelle migliori sale, il titolo é facile e si scrive da sé: "Una Flottiglia di Perfetti Sconosciuti", sarà un successo, garantito al limone…

Day 4
Superato il giro di boa, scendiamo in paese per rimpinguare il fresco della cambusa. Ciudadela esprime fascino anche di giorno anche se oggi si prospetta una giornata molto calda e le pietre delle vecchie mura scaldano forte già alle 09.00. Doppiamo Capo d'Artrux lasciando il suo imponente faro sulla sinistra e navighiamo la zona sud dell'isola. É impressionante la quantità di calette lunghe e profonde sembrano disegnate da un pittore velista, sicuramente una caratteristica che rende unica Minorca, mai trovate tante baie con questa frequenza e densità. Ogni 200 mt si apre un pertugio nella roccia che ti verrebbe voglia di seguire le orme dei cartografi, vorresti entrare in ognuna di esse dar fondo all'ancora e disegnare un portolano. Purtroppo il tempo a disposizione non ce lo permette, oggi sarà il meteo a decidere per noi, come sempre del resto in una vacanza in barca. É presente una fastidiosa onda da SE ma noi ci ridossiamo a Cala Son Soura, splendida ed ampia con sabbia bianca e dove il mare raggiunge delle accese venature turchesi. Attenzione ai tuffi, le baia é talmente bella che anche le meduse, assenti nei giorni scorsi, nuotano tra le nostre barche all'ancora. La giornata scorre lenta, il grande Capitan Cris ha preparato per tutte e tre le barche un delizioso sughetto scampi e calamari, basterà tenere la pasta corta al dente per ottenere l'ennesimo pranzo a bordo da Ré. La flottiglia è decollata se guardo le barche ora vedo sorrisi, voglia di conoscersi, cortesie e scambi. Nessuno é sulla propria barca, il nostro capolavoro sta riuscendo alla perfezione. Alle 18 salpiamo per raggiungere la vicina Cala Turqueta, l'onda entra in baia ma i 3 gavitelli liberi sono troppo invitanti. Decidiamo di prenderli e scendiamo a terra a perlustrare questa caletta che come potete immaginare deve il suo nome al colore dell'acqua. Stasera a bordo saremo cullati dalle onde, il rollio concilia il sonno, provare per credere.

Day 5
Dopo una bella dormita ed un abbondante english breakfast a bordo, con tanto di uova e bacon, salpiamo le ancore da Cala Turqueta e continuiamo a navigare verso Est. Il vento a regime di brezza é piacevole e ci permette di avanzare a vela senza fretta a motore spento. Dopo meno di mezz'ora siamo all'ingresso di Cala Macarella. Sono oramai le 10 e stranamente nella baia cartolina dell'isola ci sono solo 3 barche ancorate molto esternamente.
Via libera!
Ancoriamo a 70 mt dalla riva vicino le boe che delimitano la zona balneare, anche oggi, prima fila assicurata. Sulla sinistra la più piccola Macarelleta é una lingua di sabbia di appena 80 mt. Le spiagge sono affollate e le nostre barche vengono costantemente fotografate dai tanti instagramers presenti a Menorca. Una baia incredibilmente bella, dove i colori sono accesi ed in contrasto. I nostri tre Veleros sembrano volteggiare sospesi, l'acqua é così chiara che il sole di mezzogiorno disegna l'ombra sotto di esse. Il grande Cristiano, che da giorni regala vizi e coccole costanti agli equipaggi, ha un’altra sorpresa in serbo. Mentre tutti si godevano la spiaggia di Macarella, ha preparato l'impasto per la pizza per todos. Con i tender e teglia-muniti raggiungiamo Horitzo ed ascoltiamo attentamente i consigli dello chef su come stenderla e sui tempi di cottura. Siamo le persone più invidiate dell'isola, Estrella e SanMiguel ghiacciate, pizza capperi alici e melanzane, cotta nel forno dei Tres Veleros.
Dai pozzetti delle barche ci guardiamo come per dire: sto giro l'abbiamo fatta grossa!
La giornata di relax continua, alle 17:00 Matteo e Stefano, da veri gentlemen quali sono, rientrano in barca con la merenda: una quindicina di gelati cornetto al cioccolato che dividono da bravi fratelli con il resto della ciurma.
Che fresco e che regali!
Difficile staccarsi da Macarella, ma il tempo stringe e dobbiamo ancora percorrere miglia verso Est. Ancoriamo a Cala En Porter proprio ai piedi dello splendido locale Cova d'en Xoroi Menorca, un luogo incantato, costruito tra le grotte della alta scogliera sul lato Est della baia. Assistiamo a due ore di concerto live travolgente, tutti gli equipaggi si scatenano sulle note di Hey Jude, rivisitata per l'occasione dai ragazzi della band.
Che bella sudata, adrenalina musica e tante tante risate.
Terminiamo la serata con una mega parrillada de carne e festeggiamo a dovere prima dello scoccare della mezzanotte il compleanno di Giulio. Questo giovanotto Veneto compie 60 anni, é il più anziano del gruppo, ha uno spirito invidiabile e si gode questa avventura con l'animo di un ragazzino, l'ennesima conferma che la barca annulla le differenze di età, tutto si livella e si é tutti dei ragazzi/e che fanno parte della ciurma. Sono le 02:00, l'acqua é ferma, rientriamo a bordo con i tender, alziamo lo sguardo al cielo che é pieno di stelle cadenti. Esprimiamo il desiderio che il destino possa continuare a regalarci giornate come questa, di quelle che ti senti pieno, di quelle che ti fanno urlare, dove ti senti libero e vivo ...

Day 6
Si parte come sempre con un bel tuffo in acqua, il ripiglio stamane é lento. Oggi razione doppia di caffè per i comandanti di "OC35" e "LAS SIRENAS", Alberto ha dormito davvero poco stanotte, l'assenza di vento ed il differente modo di ruotare di un Catamarano da 60 piedi denominato "Son's of thursday" lo hanno tenuto in apprensione sino all'alba. Salpiamo e percorriamo poche miglia verso Est, entriamo a Cala Covas, unica nel suo genere in tutta l'isola un fiordo roccioso lungo e stretto che si dirama a Ypsilon verso l'interno di Minorca. A guardar bene la roccia è scavata e piena di cunicoli condotti, grotte ovunque che creano scorci incredibili sull'acqua che si diverte a cambiare colore ogni cinque metri.
Fuori c'é un bel vento da SW perfetto per rientrare a vela a Mahon.
Ci mancano 25 miglia, alle 17:00 con fatica lasciamo l'ultima baia del nostro itinerario il prossimo waypoint è fissato a Mahon, il porto dove dovremo riconsegnare i 3 veleros.
Eolo concede un ultimo regalo e soffia sulle nostre vele, Las Sirenas vola ad 8.6 nodi di velocità condotta magistralmente da Eros e Chiara alla loro prima vera volta al timone di una barca a vela. Un’ultima magica serata insieme, gli equipaggi si riuniscono intorno ad un lungo tavolo conviviale. Tante risate, aneddoti risolti e piccoli segreti svelati, ventidue persone, quarantaquattro braccia che sanno stringersi forte, occhi che si guardano dritti al cuore, la promessa e la certezza che per tutti sarà solo un arrivederci a presto.